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(2009)

CAGLIARI - Duomo di Cagliari

Duomo Cagliari

Costruita nel corso del duecento si presenta come un trionfo di diversi stili e custodisce sette secoli di storia della città di Cagliari. La chiesa è realizzata in stile romanico pisano, nel corso del seicento e del settecento il tempio fu rinnovato secondo i canoni dello stile barocco.

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(2009)

FERRANDINA - Festa di San Rocco

Comune Ferrandina

La bellezza della lucania è anche nelle sue antiche tradizioni e nei culti che si tramandano da secoli. Tradizioni che coinvolgono tutta la popolazione e che animano, soprattutto in estate, i borghi della regione. Tra le feste patronali più suggestive, quella di San Rocco che si tiene a Ferrandina e certamente tra le più suggestive della regione.

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(2008)

FERRANDINA - Venerdì Santo

Comune Ferrandina

Le tradizioni in un piccolo centro della Lucania sono da sempre punto di ritrovo e aggregazipone della cittadinanza

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(2008)

FERRANDINA - Città di Ferrandina

Comune Ferrandina

Il paese ha avuto origine dalle rovine dell'antico centro di Uggiano, distrutto da un terribile terremoto nel 1456. Fu fondata nel 1490 da Federico d'Aragona, che diede all'abitato il nome del padre re Ferrante o Ferrantino e accolse tutti gli scampati di Uggiano. In epoca medievale diverse famiglie feudali si avvicendarono alla guida del paese, ultima delle quali fu quella dei Garcia di Toledo. Il paese presenta interessanti emergenze architettoniche. Famosa per le coltivazioni di olive e per l'ottimo olio che se ne ricava, Ferrandina è oggi fra i pochi paesi industriali della Lucania, grazie anche al metano che si estrae nel suo territorio.

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(2011)

GENOVA - San Marco al Molo

Parrocchia San Marci al Molo (Genova)

Una delle più antiche Chiese di Genova, costruita nel 1177 sulla propaggine a mare della Città, lo stretto Molo che permetteva l'attracco delle imbarcazioni nei primi secoli del secondo millennio. Contiene pregevoli opere pittoriche e sculture del XVII e XVIII secolo.

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(2006)

GRASSANO - Il Presepe di francesco Artese

Francesco Artese

Franco, Francesco Artese, è nato in Basilicata, dove vive e lavora. Nella sua carriera ha avuto importanti riconoscimenti allestendo presepi monumentali, in giro per l'Italia e per il mondo nelle più importanti città europee, negli Stati Uniti, a Betlemme con l’UNESCO, in Piazza San Pietro a Roma in occasione del Natale 2012, omaggio a S.S. Benedetto XVI. Lo stesso Presepe è stato poi esposto nella diocesi di Goyana in Brasile mentre un’altra sua opera ha fatto da cornice ad importanti eventi tenutisi a Turku, in Finlandia, nel 2013, a New York nel 2015. Un artista di fama mondiale che anche quest'anno ha realizzato un piccolo grande capolavoro

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(2011)

MATERA - 2 luglio 2011, Maria SS. della Bruna

Apt Basilicata

Tradizione, fede, arte, luci, voci, colori sono gli elementi che a Matera caratterizzano da oltre sei secoli la festa del 2 luglio, in onore della protettrice Maria Santissima della Bruna. Una solennità interrotta dal crepitio dell’incendio di batterie e dagli squilli di tromba che ritmano l’incedere di cavalli e cavalieri lungo le tappe del gran giorno della festa: dalla notte all’alba e viceversa. Un evento destinato a consumarsi in un solo giorno, ma che è preceduto in febbraio dal concorso per il bozzetto del carro trionfale, affidato ad artisti locali, che viene eseguito nel laboratorio del rione Piccianello. E’ un lavoro di tre mesi che prelude al novenario e alla presentazione in giugno dell’artistico manufatto di cartapesta. Mariangela Lisanti

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(2011)

MATERA - Presepe vivente nei Sassi

Apt Basilicata

La tradizione del presepe vivente è rivissuta nei rioni Sassi, dove spirito religioso e partecipazione segnano da secoli la storia dell’uomo e il rito della natività. A sentirla e a trasmetterla ai cittadini e turisti sono stati sono stati 750 figuranti delle Pro Loco di varie regioni, che sono giunti a Matera per il “Presepe d’amore nei Sassi” 2010. Pastori, mercanti, magi, artieri, suonatori, tessitrici, carovanieri, legionari, mercanti, bimbi vocianti nelle fogge più varie hanno invaso festosamente e con solennità via Madonna delle Virtù, la strada che congiunge il Sasso Caveoso al Sasso Barisano. A vederli nei vicinati e nelle stradine, nelle tende o dietro ai banchi, sembrava di essere nell’antica “Betlemme” o nei nostri piccoli centri che a Natale si animano per riproporre l’evento della Natività. Ognuno con la sua storia, le proprie radici legate alle esperienze del volontariato e dei riti del Natale tenuti anche in Lombardia, Puglia, Campania, Calabria, Lazio, Toscana, Sicilia. Tante le curiosità e le tradizioni, alcune davvero originali, messe in mostra dalle Pro Loco che segnano la loro provenienza. La grotta di Betlemme è stata realizzata a pochi metri dalla chiesa rupestre di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù. Mariangela Lisanti

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(2011)

MATERA - I Sassi: uno spettacolo naturale da ammirare di giorno e di notte

Apt Basilicata

I Sassi sono un luogo dove spazio e tempo si fondono magicamente. Uno spettacolo naturale, ma anche uno scenario in cui, grazie all’opera dell’uomo, è possibile leggere la storia, le epoche, gli avvenimenti. Il nucleo più antico è costituito dalla Civita, dominata dalla Cattedrale, ai lati della quale partono due borghi: il Sasso Barisano e il Sasso Caveoso.

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(2011)

MATERA - La Gioconda di 'pane'

Apt Basilicata

Diecimila e 80 fette di pane di Matera Igp, sfornate con quattro tipi di tostatura. Più quaranta chili di cioccolato al latte e venti di cacao amaro, settanta chili di glucosio a fare da collante ai |tasselli|. Sono i numeri della Gioconda realizzata in piazza Vittorio Veneto a Matera nel giorno di Pasqua 2011 e ripresa dalle telecamere della tv giapponese Nippon Television.

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(2010)

MATERA - La Biblioteca Provinciale

Apt Basilicata

Istituita nel 1933, è ospitata nell’ex Convento dell’Annunziata di piazza Vittorio Veneto. Nelle sue sale sono custoditi migliaia di volumi, preziose cinque centine, incunaboli, manoscritti, rare edizioni in lingue classiche e moderne, periodici e riviste, una fornitissima sezione lucana, da consultare con i cataloghi cartacei e informatici, oltre a mostre permanenti di numismatica, grammofoni e dischi e d’arte di varie autori. Al piano terra del palazzo dell’Annunziata, è operativa la Mediateca provinciale intitolata ad Antonello Ribecco, scomparso prematuramente, grazie ai sostenitori del progetto Mediateca 2000. Sempre al pianterreno vi è la biblioteca di Pinocchio, uno spazio multiculturale, istituito nel 1997 nell'ambito del Progetto Nazionale |Nati per leggere|. Oltre allo spazio dedicato ai piccoli, agli educatori e alle famiglie vi è la sala ragazzi dotata di oltre 10.000 volumi. Il patrimonio librario si arricchì negli anni non solo per i nuovi acquisti ma anche per i notevoli apporti dovuti a donazioni di famiglie materane come le famiglia Del Salvatore, Ridola, Santoro e Passarelli.

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(2010)

MATERA - Santa Barbara

Apt Basilicata

La chiesa rupestre di Santa Barbara è tra le più belle dell’intero comprensorio rupestre materano. Con la sua architettura rupestre si ispira all’arte e all’architettura bizantina. Per raggiungere la chiesa da via Casalnuovo bisogna scendere una ripida scalinata e, attraversato un orticello in pendio, si arriva in un piccolo ripiano dove c’è l’ingresso della chiesa, chiuso da un cancello. Sulla facciata si notano subito due colonne abbozzate con capitelli, su cui vi è posto un rozzo arco parabolico. All’interno la Chiesa si presenta molto complessa e ricca dal punto di vista architettonico, diviso in tre spazi liturgici: un nartece (aula trapeziodale) bordato da una banchina appena visibile, il presbiterio ed il vano absidale; questi ambienti sono preceduti dall’iconostasi scavata interamente nella roccia tufacea, dove si possono ammirare l’affresco della “Madonna col bambino” e numerosi affreschi di Santa Barbara realizzati in periodi storici diversi. Nella chiesa ci sono due altari ricavati nella roccia, uno nel santuario sopraelevato di alcuni gradini rispetto alla navata e l’altro addossato alla parete laterale dell’aula delimitato tutt’intorno dalla banchina. Sulla parete che introduce alla chiesa dalla sacrestia vi sono interessanti iscrizioni in latino. Numerose tombe sono state scoperte sia all’interno che all’esterno della chiesa.

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(2009)

MATERA - I Sassi di notte, 'un presepe nel presepe'

Apt Basilicata

E’ difficile resistere alle luci dei lampioni, che illuminano vicinati, viuzze, scalinate e superbi scorci segnati da rocce e strapiombi sulla “gravina”. I rioni Sassi sono un “presepe nel presepe” e conquistano, inevitabilmente, turisti e innamorati di diversa sensibilità, come quelli che hanno la passione per la fotografia. Gli antichi rioni di tufo e di roccia, all’imbrunire o di sera, aprono la loro anima millenaria, illuminati da un cielo tappezzato di stelle e da una luna che sembra avvolgerli in una atmosfera di fiaba. Luci fioche del passato che si fondono con quelle ai vapori di sodio di oggi, ma che conservano intatte il fascino dei luoghi. E invitano a scendere nel cuore degli antichi quartieri per toccare con mano i segni dell’uomo e della natura, manualità e testimonianze del tempo, illuminate dalle luci della memoria e dalle lampade del presente, che imprimono negli occhi un indimenticabile effetto cartolina. Mariangela Lisanti

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(2009)

MATERA - Museo del Vino - Gennarone

Apt Basilicata

Ideato e creato da Antonio Montemurro con il figlio Michele, il Museo del Gennarone propone un vero e proprio viaggio nel tempo. Situato nel cuore dei rioni Sassi, costituisce una meta imprescindibile per quanti amanti dell’arte, della cultura e del buon vivere desiderino conoscere e approfondire la storia e la civiltà. In questo ambiente si parla di vino: si conservano gli elementi e arredi tipici della tradizione e utilizzati fino a pochi anni fa. Qui il visitatore sarà attratto da un mondo di sapori, profumi e sensazioni solo apparentemente perduti e potrà ammirare grandi vasche dove avveniva la pigiatura fino al torchio monumentale, utilizzato fino all’avvento e alla diffusione delle nuove tecniche per la vinificazione. Una collezione varia racconta gli infiniti modi di bere il vino. Mariangela Lisanti

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(2009)

MATERA - Convicinio di Sant'Antonio

Apt Basilicata

Il complesso rupestre è composto da quattro chiese rupestri comunicanti, databili tra il XII e il XIII secolo, con un unico portale di ingresso trilobato che si apre su un cortile comune (da qui probabilmente convicinio). Verso la metà del XVIII secolo, le Chiese furono profanate e divennero cantine: ancora oggi si possono notare i palmenti per la pigiatura dell’uva scavati nel piano inferiore. La Chiesa di San Primo, completamente scavata nella roccia calcarea, si articola in due cappelle divise da un pilastro. Nelle lunette absidali si vedono scolpite croci equilatere in bassorilievo, poste su simbolici triangoli. La Chiesa di Santa Maria Annunziata o Sant’Eligio ha una planimetria oggi completamente dissestata, anche se si distinguono nettamente due presbiteri, con relative calotte absidali segnate dalla croce equilatera su un triangolo. Degli splendidi affreschi rimangono soltanto una Madonna con il Bambino e, nell’abside, un Cristo benedicente. La Chiesa di San Donato è a pianta quadrata, divisa in tre pseudo-navate: da quella centrale si accede al presbiterio con un accesso ad un livello inferiore, il cellarium, utilizzato in seguito come cantina. Sulle pareti laterali del presbiterio si notano diversi affreschi, tra cui quelli di San Donato, San Leonardo, Santa Dorotea e Santa Barbara. Vicino l’ingresso c’è una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana. La Chiesa di Sant’Antonio Abate è a pianta rettangolare, divisa in tre navate da quattro pilastri. Nelle nicchie ci sono alcuni affreschi, tra cui Sant’Antonio Abate, San Sebastiano e una Madonna orante contornata da angeli che assiste il lavoro dei campi di un contadino. Nei presbiteri absidati sono evidenti i palmenti per la pigiatura dell’uva e all’ingresso c’è la solita cisterna per la raccolta dell’acqua piovana.

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(2009)

MATERA - I Sassi: il cuore antico della città

Apt Basilicata

Gli antichi rioni di tufo e roccia di Matera, che sorgono lungo la dorsale del torrente Gravina, non sono “Sassi” qualunque ma, insieme all’habitat rupestre, sono patrimonio dell’Unesco dal 1993 per una serie di peculiarità che ne hanno riconosciuto a pieno titolo l’essere “la città più antica del mondo”, perché abitata ininterrottamente dall’uomo. I Sassi, Caveoso e Barisano, hanno ospitato fino agli anni cinquanta migliaia di residenti e oggi l’uomo, grazie alla legge speciale n.771/86, ci è ritornato, ma con un nuovo modo di abitare, che guarda al comfort e al rispetto dei luoghi. Matera è la città scavata nella roccia e nel tufo, che racchiude proprio negli antichi quartieri, un’architettura disegnata e scolpita dall’uomo, insieme alla storia e alla cultura millenaria di un popolo. E cosi i “vicinati”, i luoghi di aggregazione tra una casa e l’altra, raccontano di gente laboriosa della civiltà contadina, artigiana e pastorale, di nobili che vivevano sui Palazzi della “Civita”, la parte più alta degli antichi rioni, e di un senso religioso diffuso come dimostrano la miriade di chiese rupestri e di altra epoca e di edicole votive diffuse lungo itinerari che portano ad ammirare un panorama indimenticabile, dove il tempo sembra essersi fermato. Mariangela Lisanti

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(2009)

MATERA - Santuario della Palomba

Apt Basilicata

Una colomba, la Palomba, sotto la cui effigie si è soliti raffigurare lo Spirito Santo, è l’emblema del Santuario di Santa Maria della Palomba, che si erge su uno sperone della gravina di Matera. L’Antico Santuario “Santa Maria della Palomba”, che presenta due siti attigui, trae il suo titolo dal duplice indissolubile culto allo Spirito Santo e alla Madonna. E’ un luogo suggestivo, che è in festa, il giorno della Pentecoste e l’8 settembre festa della Natività di Maria. Il tempio, denominato “Palomba 1” è a una navata, e venne fatto costruire nel 1583 da monsignor Saraceno. Sulla facciata presenta un portale rinascimentale sormontato da un rosone con l’effige di San Michele Arcangelo e bassorilievi con lo stemma di Matera e l’effige dell’arcivescovo. All’interno sono state policrome e medaglioni affrescati. Sull’altare è un affresco, raffigurante la Madonna dell’Odighítria. La “Palomba 2” è una chiesa scavata nella roccia, a pianta rettangolare e soffitto a schiena d’asino. Di rilievo, nella parete di destra, è la presenza di tre archi uno dei quali con un altare affrescato. L’intradosso è decorato e raffigura la “Strage degli Innocenti”. Mariangela Lisanti

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(2009)

MATERA - La Scaletta: anniversario dei 50 anni

Apt Basilicata

Cinquant’anni fa sui gradini di una scaletta, in via Sette dolori a Matera, nacque l’idea di costituire nella città dei Sassi un circolo culturale; un gruppo di giovani “attivisti” il 7 aprile del 1959 fondò “La Scaletta”, un centro culturale che nel giro di poco tempo divenne il punto il riferimento, quasi un passaggio obbligato per professionisti e intellettuali, come il medico-sociologo Rocco Mazzarone, il prof. Eustachio Tortorelli, il politico Michele Guanti, il senatore del Pci l’avvocato Nicola De Ruggieri, l’architetto e urbanista Vincenzo Baldoni. Era il periodo del secondo dopoguerra e della ricostruzione, ma anche gli anni del riscatto da una condizione di miseria non indifferente, che spinse anche contadini a lasciare gli antichi rioni di tufo, in cerca di una migliore condizione di vita. Questi giovani compresero il valore di un patrimonio, che rappresenta sicuramente la nostra storia e la nostra identità, e si impegnarono affinché esso fosse riscoperto e valorizzato. Partendo dai Sassi, dallo studio sul villaggio neolitico di Murgia Timone e sulle chiese rupestri, nacque questo circolo culturale, presieduto allora da Michele De Ruggieri. I riconoscimenti ottenuti, i ricordi e tanti anni di attività sono oggi esposti nelle sale degli ipogei di piazza San Francesco e resteranno in mostra fino ad agosto. Percorrendo il grande spazio espositivo, il visitatore non può non soffermare l’attenzione sui documenti, articoli di giornale, immagini e fotografie che testimoniano l’impegno profuso dai soci in tutti questi anni, con un’attenzione particolare anche al Musma (Museo della Scultura Contemporanea), alle grandi mostre realizzate nei Sassi dal ’78 a oggi, da Consagra fino ai fratelli Mirko, Afro e Dino Basaldella. Questi artisti contribuirono ad alimentare e ad arricchire il dibattito politico e culturale all’interno della comunità materana, rappresentando quell’humus che diede vita ad un grande attivismo e ad un impegno costante e continuo. Tra gli oggetti in esposizione si può notare il grande plastico sui Sassi realizzato da Franceschino Montemurro: un piccolo capolavoro curato nei minimi dettagli. Spicca il campanile della Cattedrale, salta agli occhi la precisione con cui è riprodotta la chiesa della Madonna dell’Idris e il modo in cui l’artista ha riprodotto stradine e contrade e tetti delle antiche case di tufo. L’opera iniziò a prendere corpo alla fine degli anni Ottanta e non fu mai conclusa a causa della prematura morte di Montemurro avvenuta nel '98. Nonostante siano trascorsi tanti anni, i “ragazzi” del circolo culturale “La Scaletta”, con le loro idee, progetti e attività, s’impegnano affinché la gente capisca l’importanza del nostro patrimonio; sono cinquant’anni di impegno civile e culturale, durante i quali è stato offerto un grande contributo alla promozione delle straordinarie risorse storico-artistiche del nostro territorio. Mariangela Lisanti

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(2009)

MATERA - Madonna De Idris e San Giovanni Monterrone

Apt Basilicata

La Chiesa di Santa Maria de Idris risale al XIV-XV secolo circa, ed è in parte costruita e in parte scavata nello sperone roccioso del Monte Errone. Dal piazzale antistante la chiesa è possibile ammirare il Sasso Caveoso, la Civita, le abitazioni e le chiese del Piano ed infine lo strapiombo della Gravina. La Facciata è stata ricostruita già nel XV secolo per un crollo. Sull’altare, datato al 1804, è campita l’immagine affrescata della Madonna in trono col Bambino. A destra dell’altare ci sono la scena di conversione di Sant’Eustachio; la Sacra Famiglia e Sant’Antonio. A sinistra c’è l’Annunciazione. Un’altro ambiente ospita un’acquasantiera e due cisterne scavate nel pavimento. Attraverso un cunicolo, a sinistra dell’altare di Madonna dell’Idris, si passa nella cripta di San Giovanni in Monterrone, una delle più antiche chiese rupestri della Basilicata (X sec.).

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(2009)

MATERA - Santa Lucia alle Malve

Apt Basilicata

La chiesa di Santa Lucia alle Malve è annessa ad un convento benedettino femminile fondato nell’XI secolo. La chiesa rupestre fu intitolata dapprima a Sant’Agata, martire a Catania, e tra il 1217 e il 1267 fu dedicata a S. Lucia, martire di Siracusa. Nel 1525 le monache si trasferirono in un nuovo edificio ai piedi della Civita e questi spazi vennero utilizzati come abitazione. La chiesa è stata tale fino al 1798, quando le monache si trasferirono definitivamente sul Piano, con la costruzione della chiesa di Santa Lucia al Piano con annesso convento.

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(2010)

MIGLIONICO - Miglionico

Comune di Miglionico (MT)

Migliónico è un comune italiano di 2.519 abitanti della provincia di Matera in Basilicata. È nota per le vicende legate al Castello del Malconsiglio ove si tenne la Congiura dei baroni contro re Ferdinando I di Napoli.

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(2010)

MONTESCAGLIOSO - La città

Comune Montescaglioso

I primi insediamenti nel territorio di Montescaglioso risalgono al VII secolo a.C., come testimoniamo gli importanti reperti archeologici (tombe e vasi attici e apuli) ritrovati sulle colline circostanti il fiume Bradano e precisamente a Cozzo Presepe, Difesa S. Biagio, Contrada Pagliarone.

Le ricerche archeologiche degli ultimi decenni hanno evidenziato la presenza nel centro storico montese di resti di strade risalenti al periodo ellenico, a dimostrazione del fatto che il primo insediamento umano nel territorio di Montescaglioso doveva sorgere pressappoco nelle aree circostanti l'Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo. Nella stessa abbazia, nel 1991, è stata scoperta una ricca necropoli che attesta la presenza di una potente élite locale.

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(2013)

POMARICO - PhotoReportage Pal. Marchesale

Leonardo Autera

Photo REPORT/Age International Forum rassegna internazionale CON la partecipazione di una ventina di autori tra fotografi e registi di film di documentazione tutti legati fra di loro dalle tematiche d’interesse sociale. Presenti fotografi e cine operatori: FOTOGRAFIA: Leonardo Autera, Lucania la mia terra e Africa; Michelle Frankfurter, Destino; Enrico Bossan, È Africa; Alex Masi, Bhopal; Majid Saeedi, Iran; Andrea Pistolesi, South East Synopsis; Anthony Karen, Somalia; Javier Arcenillas, Sicario; Maxim Dandyuk, Tubercolosis; James Witlow Delano, Black Tsunami; Issa Touma, Siria; Svetlana Bachevanova, Veterani di Guerra; Kevin Ryan, Ganga India; Enea Discepoli, Aleppo 2013.

FILM DI DOCUMENTAZIONE: Amedeo Ricucci, La battaglia di Aleppo e La vergogna e Quel maledetto 13 marzo; Paulo Colangeli, Prigione e scuola; Rita Rocca, Cocaleros in Bolivia e Bananeras Nicaragua; Safri Najafi, Le donne coraggiose messe in carcere dai regimi dispotici e dittatoriali; Andrea Spartaco, Amara lucania; Cristina Fratelloni, La morte di Raffaele Ciriello.

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